Negli ultimi mesi, in Italia, il virus chikungunya è tornato a far parlare di sé. Trasmesse dalle punture della zanzara tigre (Aedes albopictus), le infezioni sono in forte aumento: dopo anni di casi sporadici, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, al 7 ottobre 2025 si contano 398 casi confermati, contro i soli 17 registrati nel 2024. Due i focolai principali dell’estate: Carpi (Emilia-Romagna) e Val Policella (Veneto). Ma i numeri, secondo gli esperti, raccontano una tendenza più ampia e preoccupante.

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