"Se con queste armi saranno inflitti colpi sul territorio russo, la risposta sarà molto forte. Per non dire sbalorditiva. Lasciamoli riflettere bene su questo": il presidente russo Vladimir Putin lo ha detto a proposito dei missili Tomahawk, che gli Usa potrebbero inviare a Kiev. Parlando del vertice fallito di Budapest, dove avrebbe dovuto incontrare il capo della Casa Bianca Donald Trump, il leader del Cremlino, a margine del Congresso della Società geografica russa, ha sottolineato che l'idea di quell'incontro non è mai stata sua: "Certe occasioni vanno preparate bene, sia per me che per lui sarebbe stato un errore avere un approccio leggero e uscire da quell’appuntamento senza il risultato atteso".

Poi ha aggiunto: "Ma noi continuiamo ad appoggiare il dialogo, che è sempre migliore di certe diatribe, tanto più di una guerra". Sulle nuove sanzioni Usa contro Mosca, invece, ha detto che sono un atto ostile e non rafforzano le relazioni russo-americane, ma non danneggeranno l'economia russa: "È sicuramente un tentativo di esercitare pressione, ma nessun Paese e nessun popolo che si rispetti decidono mai nulla sotto pressione. A livello economico, se diminuirà bruscamente la quantità del nostro petrolio nel mercato mondiale, cresceranno i prezzi. E con il mio collega americano abbiamo parlato anche di questo. A che cosa porta ciò? A un drastico aumento dei prezzi. E gli Usa non faranno certo eccezione. Considerato il loro calendario politico interno, bisogna quindi capire per conto di chi lavorano quelli che suggeriscono queste soluzioni all’attuale amministrazione".