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24 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:03
Costretto a salire su un’auto, torturato per tre ore e mezza, picchiato, ustionato con l’olio bollente al braccio destro, colpito con una mazza da baseball. Vittima delle sevizie è un 20enne tunisino, che l’11 ottobre scorso è stato oggetto di una spedizione punitiva di un clan multietnico composto da dieci persone. Gli uomini della Squadra mobile hanno dato esecuzione a sette ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del tribunale di Fermo.
Secondo la ricostruzione della polizia, il ragazzo si trovava nella zona di Lido tre Archi, quando è stato costretto a salire su un’auto con a bordo tre connazionali. I malviventi si sono prima diretti a Porto Sant’Elpidio, dove si sono uniti altri complici, per poi raggiungere un’abitazione di Lapedona. Lì il ragazzo è stato torturato, picchiato anche con bottiglie di vetro e una sedia. Terminate le sevizie, gli aggressori hanno fatto risalire il giovane in auto, ritornando a Lido Tre Archi. L’obiettivo era usare la vittima come monito per chi avesse osato violare le “regole” imposte dal loro gruppo criminale nelle piazze di spaccio della costa fermana.






