Le indagini sull’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia basket non sono finite. «Abbiamo risposto con rapidità a questo episodio e abbiamo restituito sicurezza alla cittadinanza. Le indagini proseguono e vanno avanti», ha detto il procuratore capo di Rieti, Paolo Auriemma, in conferenza stampa, ricordando «i tre fermi convalidati a cui il gip ha applicato la misura cautelare». E cioè quelli, in carcere, di Kevin Pellecchia, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini, i tre ultrà della curva Terminillo del Sebastiani Rieti, accusati di aver assaltato a sassate il bus degli avversari sportivi e di aver ucciso il secondo autista Raffaele Marianella.

“Inchiodati da testimonianze e intercettazioni”

A lanciare la pietra appuntita che ha sfondato il parabrezza anteriore e ucciso, secondo i risultati preliminari dell’autopsia, il 65enne, sarebbe stato Pellecchia, il più giovane degli ultras, inchiodato dalle intercettazioni ambientali nella sala d’attesa della squadra mobile.

Parole che hanno incastrato tutti i fermati. Perché «gli elementi di prova su cui il provvedimento di arresto è fondato sono stati individuati nelle numerose sommarie informazioni di persone informate acquisite nell'immediatezza», ha spiegato Auriemma. Ma «le intercettazioni ambientali captate all'interno della questura, sono state ritenute dal gip, secondo la prospettazione data dalla Procura, autoaccusatorie nei confronti dei soggetti fermati».