VENEZIA - La Procura scende in campo per cercare di contrastare il fenomeno dei borseggiatori che a Venezia si è fatto sempre più straripante, con modalità sempre più violente.
Il pm Giorgio Gava ha chiesto l'arresto nei confronti di ventidue persone, quasi tutte ragazze o giovani donne, alle quali vengono contestati oltre una quarantina di episodi verificatisi in centro storico, in gran parte ai danni di turisti.
Tutti le indagate erano stati citate a comparire ieri mattina, alla Cittadella della giustizia di piazzale Roma, di fronte alla giudice per le indagini preliminari Lea Acampora per l'interrogatorio preventivo che da qualche mese è diventato obbligatorio, in base ad una riforma legislativa voluta dal ministro Carlo Nordio.
In sostanza, prima di poter applicare una misura cautelare, il giudice deve interrogare i presunti malviventi e chiedere loro di fornire le proprie giustificazioni. Soltanto successivamente il gip può disporre carcere, arresti domiciliari o una misura meno afflittiva se ritiene che ne ricorrano i presupposti.
Questa procedura vale per i reati in ipotesi meno gravi, ma include anche la droga e i furti. Per non parlare dei reati che riguardano i colletti bianchi. Con il rischio che le persone oggetto di indagini, quando capiscono che potrebbero finire dietro le sbarre, facciano perdere le loro tracce. Ma così ha voluto il legislatore.






