Ministro Matteo Salvini, perché ha deciso di aprire il cantiere del Ponte sullo Stretto?

«Perché serve. Quando andai al Ministero dell’Interno, ci andai per limitare gli arrivi di immigrati clandestini, mi dicevano che non era possibile fare nulla, abbiamo dimostrato che volere è potere. Il primo progetto del Ponte sullo Stretto è del 1866, mi sono detto: vediamo se dopo 160 anni si riesce a mettere a terra qualcosa di cui si narra nei tempi degli architetti romani».

Nella sua agenda ci sono altre infrastrutture. Siete pronti per le Olimpiadi invernali?

«Sono arrivato al Ministero tre anni fa, qualche analista e giornalista, non faccio nomi, del Fatto Quotidiano ad esempio, diceva che la pista di bob e slittino a Cortina non si sarebbe mai realizzata, che era una follia e saremmo andati a fare le gare a St.Moritz, a Innsbruck. Bene, se voi andate a Cortina vedete che grazie al lavoro di operai, Ieri, in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dalla fondazione di Libero, il quotidiano ha organizzato a Roma un evento durante il quale il direttore responsabile Mario Sechi ha intervistato il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini. L’incontro è stata l’occasione per dialogare a tutto campo sui principali temi di attualità, dalla manovra finanziaria che sbarcherà a breve in Parlamento, fino all’avvio dei lavori per la costruzione del Ponte sullo segue dalla prima di attesa in estate in macchina, sempre che il tempo sia bello, a 10 minuti».