BRUXELLES – I Ventisette si sono accordati su una tabella di marcia con cui organizzare congiuntamente il riarmo europeo da qui al 2030 e su nuove forme di flessibilità nel percorso verso la neutralità climatica. In un vertice per molti versi costruttivo, i capi di Stato e di governo hanno anche dato il via libera al 19mo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in piena guerra ucraina. Più ostica si è rivelata invece la questione dell’uso degli attivi russi congelati, dinanzi ai perduranti dubbi del Belgio.
Sul fronte della difesa, l’impegno politico dei Ventisette non è banale. La tabella di marcia della Commissione europea prevede una serie di progetti in comune – dal muro anti-droni allo scudo missilistico – da avviare concretamente tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. La diplomazia italiana ha rivelato che l’Italia ha dato la sua disponibilità a guidare tutti e nove i progetti. Il dossier è ora oggetto di negoziato con Bruxelles e le altre capitali.
Al netto delle difficoltà nel mettere insieme le collaborazioni tra paesi e delle tensioni su quali armi acquistare (se europee o americane), l’importanza del passaggio in termini di integrazione è ovvia. Certo, le conclusioni del vertice sottolineano in varie parti il ruolo guida dei paesi membri in un campo tradizionalmente nazionale. Al tempo stesso la cooperazione tra i governi è messa nero su bianco, e sarà facilitata dal fatto che la sicurezza è più di prima un bene comune.












