"Quest'anno abbiamo realizzato una serie di progetti innovativi sul lato della lingua italiana.
In particolare, per la Settimana della lingua abbiamo presentato un database insieme alle principali università cinesi - in particolare quella di Pechino - che riunisce più di 50 titoli di bibliografia italiani tradotti in cinese.
Quindi è un'utile strumento sia per gli accademici, gli amanti della lingua italiana, ma soprattutto per il mondo editoriale che può con un click conoscere se è una data opera è stata già tradotta in cinese o no".
Lo ha spiegato all'ANSA Federico Roberto Antonelli, direttore dell'Istituto italiano di cultura di Pechino con accreditamento secondario anche per la Repubblica di Mongolia, a margine degli Stati generali della diplomazia culturale in corso a Macerata.
"Per quanto riguarda la Mongolia, stiamo facendo dei progetti, insieme anche agli altri istituti europei nell'ambito della Eunic (European Union National Institute of Culture), che mettono insieme valorizzazione di cultura dei Paesi membri dell'Unione europea e anche la promozione di alcuni valori come quelli contenuti nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. E su questo stiamo lavorando anche in Cina. Infatti, per la prima volta l'Istituto italiano di cultura di Pechino è anche presidente del cluster Eunic per la Cina. In questo caso abbiamo promosso quest'anno un progetto che riguarda l'Aging Society, cioè il tema della invecchiamento della popolazione declinato secondo le arti visive, il cinema e il teatro", ha raccontato il direttore dell'istituto.






