LONDRA – L’ex-paracadutista britannico sotto processo per la strage del Bloody Sunday di mezzo secolo fa in Irlanda del Nord è stato assolto dall’incriminazione per duplice omicidio e da quella di tentato omicidio di altre cinque persone. Il giudice Patrick Lynch ha pronunciato il verdetto nel tribunale di Belfast mentre l’imputato, denominato “Soldato F” per celarne l’identità e metterlo al sicuro da possibili vendette, era nascosto alla vista del pubblico da uno schermo protettivo: perciò non si sa come abbia reagito. Ma si conosce già la reazione dei familiari delle vittime: “Questa sentenza ci riporta all’orrore della Domenica di Sangue”, ha detto Liam Wray, che perse il fratello James nel massacro. “Ci riporta alle ferite di quel giorno, alla paura, all’ingiustizia”.

Parole analoghe arrivano da Michelle O’Neill, premier del governo autonomo nord-irlandese e leader dello Sinn Fein, il partito che fu il braccio politico dell’Ira (Irish Republican Army, l’esercito clandestino repubblicano) durante i trent’anni di guerra civile nella regione: “Questo è un affronto alla giustizia”. Ora c’è il timore di una esplosione di nuove tensioni, se non un’esplosione di violenza, in Irlanda del Nord e possibilmente nel Regno Unito.