Olena ed Yevgeny sono morti in quel momento in cui non ti senti più – o non ti senti ancora – in pericolo. I giubbotti con la scritta “Press” erano nel bagagliaio, la strada tranquilla, il serbatoio vuoto. Erano a Kramatorsk, che dalla secessione di Donetsk nel 2014 è il capoluogo del Dombass ancora controllato dagli ucraini. Una città a lungo bombardata dai missili, mai conquistata sebbene ci abbia provato già nel 2014 “Strelkov” – l’ex colonnello dei Servizi russi che si era “licenziato” per diventare il comandante delle forze armate dei ribelli filorussi. Stavano andando a fare benzina in un’area di servizio, ha raccontato la televisione nazionale ucraina per la quale lavoravano, Freedom Tv: un drone “Lancet” russo ha visto la loro auto e l’ha attaccata.
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