Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 12:39
Dopo settimane di esitazioni, il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez ha deciso di aprire i cordoni della borsa per finanziare il riarmo dell’Ucraina: comprerà armi statunitensi da consegnare a Kiev. Madrid dunque aderirà al programma della Nato denominato Priority Ukraine Requirements List (Purl): lo hanno confermato fonti del governo spagnolo al quotidiano El Pais.
Madrid contribuirà con circa 200 milioni di euro, ma la cifra ufficiale non è ancora nota. L’accordo integra il patto firmato a maggio 2024 fra Sanchez e Zelensky, che prevede già la fornitura annuale di armamenti spagnoli per un miliardo di euro. La novità è che ora la Spagna finanzierà acquisti diretti da Washington, un punto che ha sollevato perplessità in Paesi come la Francia. Madrid è l’unica capitale che ha rifiutato il diktat americano sul 5% del Pil destinato alla spesa per la difesa.
L’acquisto di forniture militati statunitensi da parte della Spagna potrebbe contribuire ad alleggerire le tensioni fra la Spagna e gli Usa. Più volte Trump ha minacciato la Spagna di ritorsioni, per il gran rifiuto sulla spesa militare: l’impegno di elevare l’asticella era stato imposto al vertice dell’Alleanza atlantica a giugno a l’Aja. L’ultim monito è giunto ieri, volta ieri, in conferenza stampa nello Studio Ovale con il segretario generale Nato, Mark Rutte. Trump ha accusato Madrid di “non fare gioco di squadra”, secondo quanto riferito oggi dai media iberici. Il tycoon ha anche detto che il segretario dell’Alleanza “dovrà parlare con la Spagna”, ma si è mostrato convinto che l’aumento dell’impegno iberico sia un obiettivo che Rutte “può risolvere facilmente”.







