La terza guerra mondiale scoppierà il 3 novembre. La Russia in quel giorno attaccherà le repubbliche ex sovietiche di Estonia e Lettonia, mettendo a nudo l'impreparazione bellica dell'Europa. Vero, per i complottisti dei social; una teoria elaborata per studiare lo scenario internazionale peggiore per gli statunitensi; falso (si spera) nella realtà dei fatti.

Ma nell'era del digitale, queste ipotesi sembrano acquistare più peso, da un lato grazie alla diffusione mondiale sulle piattaforme social, dall'altro grazie alle tecnologie che permettono di creare filmati falsi facendoli sembrare reali, testimonianze con i volti dei potenti che parlano e che sembrano vere ma sono deep fake, interi telegiornali che raccontano questi scenari ma sono in realtà una mega bufala tecnologica.

In questo caso tutto nasce da una intervista vera pubblicata sul Daily Mail all'ex comandante Nato Richard Shirreff. Il generale britannico in pensione utilizza una tecnica che in campo militare si adopera, il worst case scenario: si ipotizza quello che di peggio può accadere, per allenarsi a fronteggiarlo, o quantomeno a fronteggiare tutto ciò che in quel senso può avvenire, per riuscire nel caso a rispondere in maniera efficace sotto ogni punto di vista. Una ipotesi nemmeno nuova, visto che era stata sviluppata nel suo libro “War with Russia”, pubblicato nel 2016.