Ancora un attacco degli Stati Uniti alle imbarcazioni sospettate di trasportare droga al largo delle acque della Colombia. Ieri si sono contati altri tre morti, che si aggiungono ai due delle ore precedenti e fanno salire il conto parziale a 5 morti in due giorni e il totale delle persone uccise, che per gli Usa sono narcotrafficanti, a 37.
Gli Usa contestano direttamente il presidente colombiano Gustavo Petro. Il presidente statunitense Trump lo ha definito un «signore della droga» e «il peggior presidente che la Colombia abbia mai avuto» (parole che potrebbero costare al tycoon una denuncia per diffamazione, come ha detto lo stesso leader colombiano). Per il segretario di Stato Usa Rubio, Petro è un «pazzo». Il presidente colombiano, che a inizio 2025 aveva lanciato la provocazione di «liberalizzare la cocaina, che fa male tanto quanto il whisky», dal canto suo rivendica una strategia che giudica più mirata contro il traffico di droga: il controllo dei porti, visto che la maggior parte dei carichi illeciti viaggia su navi commerciali e dunque per lui sarebbe più efficace verificare le navi in partenza e in arrivo negli scali. Mentre negli attacchi lanciati da Trump a questi barchini, che per lui sono di narcos, verrebbero in realtà colpiti soprattutto pescatori.








