Sono circa 3,3 milioni i dipendenti del settore privato che potranno beneficiare della detassazione degli aumenti contrattuali previsti in manovra. Altri 13,6 milioni di lavoratori godranno del taglio di due punti della seconda aliquota Irpef, portata al 33% per chi guadagna tra 28mila e 50mila euro, con uno sconto fiscale medio di 210 euro. Anche i dipendenti degli Enti locali potranno contare sulla spinta al salario accessorio. Entra infatti nel testo del disegno di legge di Bilancio il Fondo da 150 milioni (50 milioni nel 2027 e 100 milioni a decorrere dal 2028) per finanziare la possibilità dei Comuni così da garantire stipendi più alti ai dipendenti. La grande novità è però rivolta allo sblocco dei contratti nel settore privati. L’intervento toccherà una buona parte dei 5,7 milioni di lavoratori ancora in attesa di rinnovo.

Un incentivo alla contrattazione fermando al 5% la tassazione sugli aumenti ottenuti dai lavoratori che guadagnano fino a 28mila euro, lasciando quindi i soldi in più quasi tutti in tasca ai dipendenti. Un modo per venire incontro a quella fascia di lavoratori che negli anni scorsi ha beneficiato del taglio del cuneo fiscale ma oggi è fuori dalla riduzione dell’aliquota Irpef. Per loro i calcoli fatti dalla Ragioneria generale dello Stato si basano su un aumento medio del salario attorno a 680 euro l’anno.