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Il vicepresidente Usa: "Non siamo i babysitter di Netanyahu". Israele: no alle truppe turche a Gaza
Un messaggio a Benjamin Netanyahu e uno agli Stati Uniti d'America. Nel giorno in cui il vicepresidente Usa JD Vance è in Israele, in attesa che arrivi oggi il segretario di Stato americano Marco Rubio, la Knesset ha approvato, con voto preliminare (25 a 24) un disegno di legge per applicare la sovranità israeliana sulla Cisgiordania e un secondo ddl per annettere una grande città-insediamento. Si tratta di un atto di ribellione agli ordini di scuderia del Likud, il partito del premier, che aveva chiesto di votare contro, e un segnale all'amministrazione americana, contraria all'annessione della West Bank. Serviranno ancora tre voti in plenaria perché il ddl diventi legge, improbabile che accada. E il Likud nel frattempo ha rimosso dalla Commissione Difesa il deputato Yuli Eldestein che, disobbedendo al partito, si è espresso a favore. Ma il voto è significato in un giorno in cui gli Stati Uniti si sono difesi dall'accusa di fare da balia a Israele, condensata nell'espressione «Bibi-sitting», e Israele si è difeso dall'accusa di essere diventato suddito di Washington.








