È un’iniziativa che lascia a dir poco perplessi quella di cui si è fatto promotore il vicepresidente del Senato, nonché ex ministro dell’Agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio. Nella sala dedicata ai Caduti di Nassirya di Palazzo Madama è andata in scena una conferenza stampa dal titolo Majorana-Pelizza è tempo di agire per “svelare” presunti documenti inediti e prove (non provate) sulla macchina di Majorana, un dispositivo che sarebbe stato ideato dal fisico Ettore Majorana e in grado di produrre energia infinita, annichilire la materia, trasmutare la gommapiuma in oro e addirittura ringiovanire le persone. E molto altro ancora.Centinaio tenta di smarcarsi, considerate le surreali teorie e richieste emerse in conferenza stampa, anche se la cosa appare quantomeno tardiva: “Ho concesso l'utilizzo di una sala in Senato per la presentazione di un libro sulla presunta esistenza della macchina di Majorana ma questo non significa che ne condivida i contenuti o qualsiasi altra teoria che non abbia fondamenti scientifici, né sostengo eventuali richieste avanzate in conferenza stampa", ha affermato il vicepresidente del Senato. “Quello che circonda la figura di Majorana è un grande mistero, capisco che ci possano essere curiosità e varie ipotesi a riguardo, anche fantasiose. Penso che ognuno possa ascoltarle e valutarle come crede opportuno”.Presenti alla conferenza stampa la giornalista Sabrina Pieragostini, monsignor Gianfranco Basti, Roberta Ria, autrice e fautrice del cosiddetto “effetto topofilia”, ovvero l’impatto dei luoghi sulla salute e sulla felicità, e lo scrittore Alfredo Ravelli, autore del libro che dà il titolo alla conferenza Majorana-Pelizza. Il segreto svelato pubblicato lo scorso giugno e in vendita addirittura a 390 euro (a giustificare il prezzo sarebbero le quasi 1.800 pagine e le “ricche” fotografie”) e in bella mostra all’evento in Senato. Un libro che si vorrebbe diffondere in tutte le biblioteche d’Italia e che nel frattempo chiunque può acquistare online – anche se per la consegna ci vogliono fra i 3 e i 7 mesi di tempo (almeno via Amazon).La teoria del complottoLa teoria del complotto si è fatta strada nel corso degli anni a partire dalla “misteriosa” scomparsa di Ettore Majorana, nel 1938: c’è chi pensa che si sia suicidato, chi che sia stato "prelevato" dai servizi segreti – americani, russi o persino vaticani – per lavorare in segreto alla tecnologia, chi pensa che si sia ritirato in un monastero. E del ritiro in un monastero, localizzato in una non meglio nota località del Sud Italia si è detto testimone l’imprenditore Rolando Pelizza a cui, sostiene lo stesso Pelizza, Majorana avrebbe affidato il compito di portare avanti il progetto della “macchina”. E Pelizza, scomparso nel 2022, diventa egli stesso protagonista di un una nuova tesi complottista secondo cui la realizzazione della macchina sarebbe stata ostacolata da presunti “poteri forti”. Ma a smentire la tesi è il docente del Politecnico di Milano Maurizio Masi: “Pelizza arrivò da noi per un caso fortuito. Stavamo lavorando a un progetto di geotermia e invitammo Pelizza da noi. Poche idee ma confuse e dopo un po’ di incontri gli abbiamo detto che un esperimento sarebbe stato possibile se gestito dal Politecnico di Milano, quindi a condizioni controllate. E avevamo fatto anche una stima economica ideando un piano. Ebbene, Pelizza è scomparso, quindi dall’annichilimento della materia si è passati a quello del preventivo”, ha raccontato Masi in occasione di un evento dello scorso 15 maggio.L’appello alle istituzioni per costruire la macchina di MajoranaAl netto dell'iniziale ricognizione sulle scoperte scientifiche attribuite a Majorana – un potpourri di temini tecnici sulla fisica quantistica e l’energia atomica incomprensibili ai più – la conferenza stampa si è trasformata in un elenco di "fatti" sulla cui veridicità sorge spontaneo dubitare: evocati cablogrammi diffusi da Wikileaks, reperti tenuti gelosamente segreti (non si sa dove), colonnelli e ambasciatori coinvolti, testimoni oculari che si possono contattare, esperimenti su pezzi di polistirolo trasformati in oro e la sabbia che diventa grano, cani malati ringiovaniti e addirittura Majorana che sarebbe ringiovanito lui stesso tornando ragazzo.Nel suo racconto Ravelli ha dichiarato di aver raccolto decine e decine di prove di “documenti eccezionali. Oggi per la prima volta dalla scomparsa di Majorana vengono presentati in questa prestigiosa sede istituzionale ricchissimi documenti, comprovanti quanto accaduto dal 1958 ai giorni nostri con perizie asseverate dai tribunali e da testimoni oculari, relazioni di scienziati incaricati dal governo italiano e impegni di altri governi su questa storia”. All'imprenditore Pelizza sarebbe stato offerto addirittura un miliardo di dollari nel 1976 dal governo americano, ma Pelizza avrebbe rifiutato (troppo poco?). Ed è stato tirato in ballo anche il Vaticano per un fantomatico accordo a tre fra il cardinal Tarcisio Bertone, il presidente George W. Bush e Pelizza per usare la macchina per creare oro per 420 milioni di euro. E anche Barack Obama si sarebbe interessato ma poi gli americani si sarebbero spaventati (chissà di cosa).Il vero colpo di scena è stata la richiesta finale di Ravelli: “Vogliamo realizzare la Fondazione Majorana-Pelizza per mettere la macchina a disposizione dell’umanità. Lanciamo un accorato appello a tutte le istituzioni affinché venga costruita. Conosciamo i particolari tecnici anche se non conosciamo la formula della macchina (qualcosa non torna, ndr). Si potranno raggiungere risultati inimmaginabili, i servizi segreti italiani si stanno occupando della vicenda, chiediamo che sia rimosso il segreto di Stato e chiediamo anche che la Santa Sede divulghi tutto il materiale a disposizione. Dobbiamo costruire la macchina della pace, del benessere e della vita”.La pericolosa commistione tra politica e pseudoscienza“Quel che preoccupa è che quanto accaduto oggi non è un caso isolato. Negli ultimi mesi ci siamo occupati di diversi casi in cui è evidente come il rapporto fra scienza e politica stia diventando strumentale per ottenere consenso reciproco ma senza tener conto della veridicità delle informazioni”, evidenzia a Wired Lorenzo Montali, presidente del Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, associazione nata nel 1989 su iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati con l’obiettivo di promuovere un’indagine sulle pseudoscienze, il paranormale e fenomeni fatti passare come “misteriosi”.“Si pensi a quanto accaduto con la Commissione ministeriale sui vaccini che nella fase iniziale vedeva la presenza di no vax, oppure alle teorie sul terrapiattismo – continua Montali –. C’è una tendenza a scegliere pseudo esperti in funzione delle tesi che si vogliono sostenere peraltro senza alcun contraddittorio ma soprattutto senza alcuna verifica delle competenze. Non si tiene conto del parere di esperti accreditati e della comunità scientifica e si va avanti nel sostenere tesi e teorie indimostrabili scientificamente. Quel che è grave è che la politica si prende sempre più il ruolo di accreditare teorie, un’operazione inquinante e certamente non positiva. E se prima certi argomenti restavano confinati in contesti marginali oggi addirittura vengono legittimati sfruttando luoghi istituzionali come il Senato. È davvero molto pericoloso considerato inoltre che attraverso i social network le informazioni diventano virali in pochissimo tempo”. E poco conta che gli organizzatori della conferenza stampa ci abbiano tenuto a precisare che “opinioni e contenuti espressi nell'ambito dell'iniziativa sono nell'esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo”, si legge sulla nota pubblicata per annunciare l’evento.“In Senato è andata in scena un’operazione a senso unico, senza il coinvolgimento di chi sostiene ben altre testi”, sottolinea il fisico Lorenzo Paletti, autore del libro L’ultimo segreto di Majorana. La Macchina di Rolando Pelizza, pubblicato nel 2024 in cui si smontano le “presunte evidenze raccolte nel corso degli anni, ossia lettere, immagini, filmati che comproverebbero l’efficacia della macchina di Majorana. Tutti documenti di cui non è mai stata fornita prova di veridicità”.[Aggiornamento del 2 dicembre 2025, ore 12.15: in una prima versione di questo articolo, era stata indicata la presenza all'evento del professor Carlo Tralamazza e del giornalista Rino Di Stefano. Tralamazza e Di Stefano non hanno partecipato, per la “non condivisione con gli organizzatori delle modalità con cui detta conferenza stampa era stata organizzata”, come i due hanno fatto sapere a Wired, e perché sia Tralamazza sia Di Stefano ritenevano “che in tale sede fossero riportate inesattezze e circostanze scientificamente non provate, ma non per la veridicità di alcuni aspetti della nota vicenda relativamente all’onestà intellettuale di Rolando Pelizza”. Wired si scusa con i diretti interessati e con chi ci legge per l'errore. In aggiunta Tralamazza ci ha tenuto a precisare “che ha potuto raccontare con documenti inediti e testimonianze personali la verità sulla cosiddetta Macchina di Majorana: non teorie astratte, ma fatti concreti vissuti in prima persona. Così come il Dott. Di Stefano, che si è occupato per diversi anni della vicenda, conducendo una profonda indagine, che poi ha trasferito nel sopra citato libro”. Tralamazza ha voluto ricordare che del Cicap è “stato anche un loro simpatizzante, amando definirsi, dopo aver conosciuto Piero Angela, addirittura un'antenna del Cicap”. Secondo i due, inoltre, "quanto alla pretesa unanimità della comunità scientifica nel negare ogni fondamento alla vicenda Majorana–Pelizza, va ricordato che la Scienza non costituisce un soggetto unitario dotato di personalità giuridica, né può pronunciarsi ex cathedra: esistono posizioni divergenti e legittime, anche tra esperti qualificati. Il dubbio, in ambito scientifico, non è un’anomalia ma una garanzia di metodo"].