TREVISO - È stata fissata per il prossimo 5 novembre l'udienza davanti al Tribunale de Minori di Venezia per i cinque ragazzini accusati dell'omicidio di Francesco Favaretto, ucciso il 23 dicembre 2024 per i colpi ricevuti durante una brutale aggressione culminata con il lancio di una bottiglia in testa che, rompendosi, gli ha squarciato la carotide. Favaretto è morto dopo dieci giorni di agonia all'ospedale Ca' Foncello dove era ricoverato in terapia intensiva.

Tutti e cinque dovranno rispondere di omicidio e rapina aggravata in concorso. A scatenare la violenza è stata la discussione per la cessione di un panetto di hashish. Quattro dei cinque giovani, tra cui la ragazzina che secondo la ricostruzione fatta sia stata quella che ha lanciato la bottiglia, si trovano in comunità. Decisione presa perché, secondo il gip del Tribunale Minorile, i ragazzi avrebbero potuto reiterare il reato. La quinta, difesa dall'avvocato Guido Galletti, è invece in detenzione domiciliare dopo che il tribunale del Riesame aveva annullato l'ipotesi della partecipazione all'omicidio.

L'omicidio Favaretto, che ha profondamente scosso tutta la città, affonda la sue radici in un sottosuolo fatto di disagio e marginalità. Uno dei quattro attualmente in comunità era già noto alle forze dell'ordine per aver ricevuto un ammonimento dal questore per atti di bullismo, per minacce nei confronti di minore e per altre violazioni in tema di stupefacenti. Anche un altro componente del gruppo era noto per avere dei problemi di droga, mentre una 16enne era già stata segnalata alle forze dell'ordine sempre per reati legati agli stupefacenti e per rapina aggravata. A chiudere il quartetto c'è la 17enne che avrebbe scagliato il fendente risultato poi fatale, nota per avere segnalazioni di furto e aver fornito false dichiarazioni sulla propria identità.