Le forze dell’ordine non mollano la presa sullo Zen: per la seconda volta in pochi giorni duecento uomini appartenenti a polizia, carabinieri e Guardia di finanza sono tornati tra i padiglioni del quartiere di Palermo da cui erano partiti sia Gaetano Maranzano, in carcere con l’accusa di avere ucciso Paolo Taormina, di fronte al suo pub di via Spinuzza, nel centro del capoluogo siciliano, sia i tre ragazzi accusati della strage di Monreale, che fece tre morti ad aprile scorso. Droga e armi sono l’oggetto principale delle ricerche delle forze dell’ordine, in una zona che è un po’ il quartier generale dell’illegalità a Palermo, dunque c’è anche il contrasto di episodi di abusivismo commerciale, occupazioni di immobili, furti di energia: ai controlli, per queste ragioni, hanno collaborato vigili del fuoco e tecnici dell’Enel.

Bilancio di due arresti per spaccio, cocaina e hashish sotto sequestro, un’arma ritrovata e multe per migliaia di euro, un’auto e una moto senza targhe ritrovate. Il sospetto è che il resto delle attività illegali debbano essere ancora scoperte, lo Zen fa presto a nascondere ciò che non deve essere trovato, ma la pressione è tornata a farsi sentire, con numerose pattuglie che hanno cinturato il quartiere e muovendosi con i cani utilizzati per cercare esplosivi e proiettili, oltre che stupefacenti, denunciando 57 persone per occupazione abusiva di immobili, soprattutto box e garage.