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Ultimo aggiornamento: 17:40

Dopo le dichiarazioni che l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Massimo Lovati, ha rilasciato alla trasmissione “Ignoto X” sul fatto che lo scontrino fornito da Andrea Sempio sarebbe un elemento del tutto inutile a sostenere un alibi – se non addirittura controproducente per l’attuale indagato nell’omicidio di Chiara Poggi – oggi tutti i principali quotidiani hanno pubblicato la notizia che un nuovo supertestimone, considerato assolutamente attendibile dalla Procura, avrebbe dichiarato spontaneamente che quello scontrino del parcheggio di Vigevano recante la data del 13 agosto 2007 e una fascia oraria compatibile con il delitto avvenuto nella villetta di Garlasco non sarebbe stato fatto da Sempio.

Ora viene naturale domandarsi come mai questo nuovo testimone abbia deciso di rivelare un particolare tanto importante 18 anni dopo il delitto (17 dopo l’interrogatorio in cui Sempio fornì lo scontrino conservato per un anno come alibi) e se sia solo una coincidenza la concomitanza con l’indagine della Procura di Brescia che vede l’ex procuratore Mario Venditti indagato per corruzione in atti giudiziari con l’accusa di aver percepito del denaro per archiviare la posizione di Sempio nel 2017. Come ipotizzato dallo stesso avvocato Gallo durante la trasmissione “Mattino 5”, il testimone potrebbe essere una persona molto vicina alla famiglia di Andrea Sempio, forse un parente che potrebbe temere un’accelerazione delle indagini – sia per quel che riguarda l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari sia per l’individuazione del colpevole o dei colpevoli dell’omicidio della povera Chiara.