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Martedì OpenAI ha presentato il primo browser con funzioni di ricerca integrate alimentato da ChatGPT, il suo chatbot di intelligenza artificiale. Si chiama Atlas ed è già disponibile gratuitamente in tutto il mondo per macOS, il sistema operativo dei computer Apple. La società ha detto che sta già sviluppando delle versioni per Windows, iOS e Android, e che saranno disponibili «a breve».
È una notizia molto rilevante per il mondo della tecnologia, perché conferma un obiettivo che OpenAI persegue da tempo: entrare in un mercato storicamente controllato da Google, la cui posizione dominante nel settore delle ricerche online era già stata messa in discussione dalla diffusione di ChatGPT.
L’interfaccia di Atlas è quasi identica a quella di Google, con uno sfondo bianco e una barra di ricerca al centro che invita gli utenti a fare «una domanda a ChatGPT» o a digitare una URL. Tuttavia, anche se l’aspetto è familiare, il funzionamento è un po’ diverso.
Atlas infatti non si limita a mostrare una lista di link, come accade con Google, ma elabora e presenta un riassunto delle informazioni più rilevanti emerse dalla ricerca, combinando contenuti provenienti dalle diverse fonti online consultate. Gli utenti possono poi chiedere approfondimenti, chiarimenti o aggiornamenti sui risultati all’interno della stessa conversazione, senza dover aprire nuove schede o ripetere la ricerca. È un modo per rendere la navigazione più interattiva e basata sulla conversazione, un po’ come già accade con ChatGPT.












