Adesso, dopo una settimana abbondante, possiamo dirlo: nell'Odissea televisiva della guerra a Gaza, a David Parenzo va riconosciuto un merito, quello di aver tenuto la barra dritta e aver dato spazio a L’aria che tira, su La7, tanto alle posizioni filo-israeliane quanto alle voci più propriamente pro-Pal.
Le ultime giornate hanno messo a dura prova non solo i nervi, ma anche la coerenza di molti. Perla stragrande maggioranza dei commentatori, fino a qualche tempo fa Trump e Netanyahu viaggiavano in coppia e su binari non propriamente d'encomio. Erano considerati "il male" o giù di lì, salvo poche eccezioni.
La clamorosa accelerazione sulla strada del cessate il fuoco dopo due anni di sanguinoso nulla di fatto diplomatico sembra ha però fatto cambiare idea anche a qualche insospettabile. «Sicuramente Trump ha fatto una operazione straordinaria, che va riconosciuta e che tutti i presenti riconoscono - ha sottolineato Giovanna Botteri, ex corrispondente di Rai 3 -. Sui tremila anni di pace vedremo...». L’ex direttore di Stampa e Repubblica Maurizio Molinari, in collegamento, ha parlato invece di «una giornata storica» in cui «la gioia e il dolore si sovrappongono nell'accogliere i sopravvissuti», mentre la regia manda in onda in diretta della liberazione degli ostaggi israeliani.






