Negli ultimi vent’anni Amazon ha dato una spinta enorme al mercato del lavoro. Solo negli Stati Uniti, dal 2018, i dipendenti dell’azienda fondata da Jeff Bezos sono triplicati: oggi sono circa 1,2 milioni.
Eppure molti di questi, soprattutto all’interno dei grandi magazzini che Amazon utilizza per smistare le merci ordinate dai suoi clienti, toccano sempre meno i prodotti consegnati dal colosso dell’e-commerce.
L’introduzione di robot e sistemi di intelligenza artificiale, infatti, ha portato a un progressivo allontanamento delle figure umane dalla catena di distribuzione su cui Amazon ha fondato il suo impero.
I robot hanno sostituito i lavoratori nei compiti più ripetitivi e faticosi – come spostare grandi quantitativi di merci da uno scaffae all’altro di un magazzino – e hanno reso l’intero processo di ricezione e consegna dei prodotti più sicuro ed efficiente.
Fino all’anno scorso, almeno, Amazon illustrava con orgoglio ed entusiasmo come l’introduzione di nuove tecnologie non avesse messo a rischio, in realtà, il suo capitale umano.









