La notizia che di fronte alle scuole di Napoli arriveranno i metal detector, dopo veri episodi di ritrovamenti di armi addosso o negli zaini dei ragazzi, non può non toccare anche la presentazione alla Festa del Cinema di Roma (in coproduzione con Alice nella città) di La preside, la miniserie per Rai 1 di Luca Miniero, nella quale Luisa Ranieri, interpreta un personaggio liberamente ispirato a Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione, che ogni giorno lotta per il riscatto educativo e sociale dei ragazzi.
"Certo è che è un po' triste che entrino i metal detector ed escano altre materie che magari possono essere più formative" dice l'attrice rispondendo ai giornalisti.
"Io con una figlia adolescente ho avuto modo di vedere che alle medie quello che per noi succedeva alle superiori oggi succede là - aggiunge - come l'approccio con il sesso, il corpo che cambia, la difficoltà relazionale. Tutto questo è anticipato almeno di tre anni rispetto alla mia generazione". Forse "andrebbe frequentato di più l'ambiente per capire cosa serve alle nuove generazioni, anche perché c'è mai stato un investimento importante su di loro, ne' una grande politica sull'istruzione negli ultimi 30 anni". Per certi contesti "si pensa al metal detector ma bisognerebbe fare un lavoro molto prima sulle famiglie facendo rete". Poi "l'ascolto che si può ricevere a scuola, il confronto con i propri coetanei che vivono i tuoi stessi problemi, è fondamentale nella crescita - osserva - per questo estenderei anche l'obbligo scolastico fino ai 18 anni".











