Non sempre servono gli occhi per riconoscere la bontà. Zuca, un cane cieco e dal cuore immenso, lo sa bene. Per anni ha vissuto in silenzio nel cortile di una casa di riposo di una piccola città ai piedi del monte Kopaonik, in Serbia. Non chiedeva nulla: solo un po’ di calore umano e una voce gentile che lo facesse sentire parte del mondo.

Le signore che abitavano lì lo avevano adottato nel cuore: lo chiamavano “il nostro Giallo” e gli offrivano di nascosto un pezzo di pane o una carezza. Zuca rispondeva scodinzolando, anche se non poteva guardarle. Perché, per lui, l’amore aveva un suono e un profumo.

Un mese lontano, un gatto irriconoscibile: la storia di Sinbad e del “troppo amore” della nonna

22 Ottobre 2025

Un passo alla volta