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21 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:53
A Lugano i due titolari Jane Lepori Sassu e Adamo Trane restano in carcere, la loro società Wip Finance, che l’anno scorso voleva comprare Visibilia dalla ministra Daniela Santanchè, finisce in fallimento. La notizia del fallimento di Wip Finance è uscita ieri sul sito del Corriere del Ticino. Gli inquirenti continuano le indagini e gli interrogatori per capire quale fosse il coinvolgimento del duo, accusato di truffa, appropriazione indebita e riciclaggio, con cinque aziende svizzere della mafia finite nell’operazione Moby Dick. Intanto però emergono nuovi indizi di connessioni tra la criminalità organizzata e Wip: Altair D’Arcangelo, che a Report su Rai3 si era presentato come il “promoter” della società svizzera, da giugno è a processo a Teramo con un commercialista lombardo accusato di associazione mafiosa.
D’Arcangelo è a processo in Abruzzo con altri 11 coimputati per ben 15 capi d’imputazione per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta e indebita compensazione fiscale legata a un giro milionario di compravendite di immobili. I fatti contestati dall’accusa a D’Arcangelo e ai suoi coimputati sono avvenuti tra il 2018 e il 2020, in Abruzzo, a Milano e Roma. Tra le persone finite a giudizio con D’Arcangelo c’è il commercialista lombardo Giuseppe Antonio Zinghinì che, secondo l’accusa, aiutava D’Arcangelo a realizzare le frodi fiscali. Se ai più il suo nome non dice nulla, in Procura a Milano Zinghinì è invece ben noto: a inizio aprile ha ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio con altre 142 persone per concorso in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta Hydra sul “consorzio” in Lombardia tra mafia, camorra e ‘ndrangheta.






