La sequenza che ha portato alla morte del carabiniere Carlo Legrottaglie, ucciso in un conflitto a fuoco lo scorso 12 giugno a Francavilla Fontana (Brindisi), è ora puntellata dai capi di accusa. Tanti, quelli di cui risponde il 57enne Camillo Giannattasio, attualmente in carcere per la morte del brigadiere di cui è accusato in concorso con Michele Mastropietro, poi deceduto per le gravi ferite riportate nella sparatoria con i Falchi della Mobile durante le fasi della cattura.

Carabiniere ucciso, la pistola del killer si è bloccata. “Voleva fare una strage”

dal nostro inviato Giuliano Foschini

15 Giugno 2025

L’avviso di conclusione indagini per la posizione di Giannattasio (difeso dall’avvocato Luigi Danucci) è stato notificato dal pubblico ministero Raffaele Casto. E vede il 57enne originario di Carosino (Taranto) accusato di una serie di reati: omicidio pluriaggravato, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi clandestine. Per la procura anche Giannattasio voleva la morte del carabiniere. A cui i due del commando hanno cercato di sfuggire dopo essere stati notati in atteggiamenti sospetti.