Due miliardi di euro. È il valore del business per le circa 2mila discoteche italiane nel 2024, anno in cui c’è stato un leggero aumento degli incassi a circa 500 milioni contro i 490 dell’anno precedente mentre l’indotto, soprattutto grazie alla voce “cibo e bevande” ha messo a segno un +10% a 1,5 miliardi. Le presenze sono state oltre 34 milioni per più di 200mila spettacoli, segnali di una ripresina per un settore che conta 2.500 locali da ballo con oltre 50mila addetti diretti. Questi i numeri che Maurizio Pasca, presidente Silb-Fipe, oggi presenterà a Firenze durante il convegno «Nightlife evolution – Italia & Ibiza: il futuro dell’entertainment». Il settore oltre 10 anni fa aveva un fatturato di 850 milioni e, come allora, continua a soffrire per la concorrenza di bar, ristoranti, stabilimenti balneari, festival e club che organizzano serate con spazi per ballare.

«Oggi le discoteche vivono un momento di grande difficoltà, non tanto per mancanza di pubblico o di interesse verso il ballo, ma per una concorrenza sleale che arriva da tutte le direzioni – denuncia Pasca –. Molteplici esercizi organizzano serate danzanti senza possedere le necessarie licenze e autorizzazioni. È un vero e proprio fenomeno di abusivismo che sta mettendo in ginocchio un intero comparto e, soprattutto, mina la sicurezza del popolo della notte».