Roma, 20 ott. (askanews) – La Banca centrale europea risponde alle nuove accuse lanciate dal sindacato dei dipendenti, l’Ipso, ribadendo la piena legittimità del quadro di regole con cui opera e con cui gestisce i rapporti con i dipendenti. E riaffermando il rigore dei processi decisionali con cui persegue i suoi mandati istituzionali: controllo dell’inflaizone e vigilanza sulle banche. Interpellata sull’ultima iniziativa del sindacato, che stamattina ha annunciato di aver fatto ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro misure che affermava puntare a “intimidire” i sindacalisti, l’istituzione ha replicato tramite un portavoce.
“Non commentiamo procedure in corso presso un tribunale. La Bce è risolutamente impegnata sulla libertà di espressione e sullo Stato di diritto, operando con un quadro chiaro sull’occupazione che è strettamente allineato alle regole Ue sul settore – ha proseguito il portavoce – e soggetto allo scrutinio della Corte europea di giustizia. La Bce incoraggia una cultura interna del dialogo e offre molteplici canali, inclusi degli strumenti anonimi (whistleblowing) affinché i dipendenti possano sollevare qualunque problematica. Questi canali esistono per assicurare che qualunque comportamento inaccettabile venga accertato e gestito rapidamente”.









