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Ultimo aggiornamento: 16:58

Una sventolata ironia che, in realtà, si trasforma in scherno: è quanto emerso dalle dichiarazioni di Paolo Mieli, pronunciate stamattina durante la trasmissione 24 Mattino, su Radio24. Le sue parole, che hanno toccato la crisi a Gaza, le proteste in Spagna e la figura di Souzan Fatayer, candidata di Alleanza Verdi e Sinistra in Campania, hanno suscitato contrarietà e indignazione tra gli ascoltatori e gli utenti di X.

Mieli ha aperto il suo intervento minimizzando le recenti violenze a Gaza, definite inizialmente come semplici “disordini”, per poi insinuare che i media italiani esprimano una sorta di “nostalgia” per la catastrofe umanitaria precedente al cessate il fuoco del 10 ottobre 2025. “Vedo che i giornali internazionali non danno il peso che danno i giornali italiani – ha esordito il giornalista – È come se esprimessero una certa nostalgia per com’era la situazione fino a dieci giorni fa“.

Questa affermazione è fuorviante. Fonti internazionali come The New York Times, Reuters, Al Jazeera e The Guardian continuano a dedicare ampia copertura al conflitto, evidenziando la fragilità del cessate il fuoco. Il 19 ottobre, raid israeliani nel sud e nel centro di Gaza hanno causato la morte di 33 palestinesi, mentre Hamas ha denunciato il mancato ripristino degli aiuti umanitari attraverso il valico di Rafah. Lungi dall’essere “nostalgici”, quindi, molti media italiani e internazionali riflettono una realtà tragica e irrisolta.