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All’insaputa di tutti, un anno e mezzo fa, ho prestato parecchi soldi a mio cognato, nel senso del fratello di mia moglie. Diceva di aver investito “male”, di essere in difficoltà e mi ha pregato di aiutarlo e, soprattutto, di mantenere il massimo riserbo con famiglia e amici sulla situazione nella quale versava in quel momento. Ovviamente si è sperticato nelle solite rassicurazioni «giuro che ti restituisco tutto appena sistemo le cose e non dovrebbe neppure volerci molto». Ora, è vero che un anno e mezzo, in simili situazioni, non è poi tutto questo tempo. Ma il problema è il tenore di vita che mio cognato ha ormai ripreso senza mai far cenno alla vicenda. Neppure io gli ho mai parlato del prestito e tantomeno del rientro. Ma negli ultimi mesi gli ho visto: cambiare auto (e che auto, ovviamente), fare un viaggio con tutta la famiglia dall’altra parte del mondo (solo voli in business e alberghi cinque stelle), ristrutturare la dependance della casa al lago e comunicare la fine lavori al “mondo intero” con una festa da mille e una notte. È vero che io non urgenza di quel denaro e sono anche felice che le cose, per lui, girino meglio. Ma sinceramente sono abbastanza infastidito di vederlo furoreggiare senza preoccuparsi affatto del debito che ha nei miei confronti. Sono un uomo piccino?