Il gioco non è un lusso per il gatto domestico: è una parte integrante della sua natura, una via che gli permette di esprimere istinti antichi, mantenere un corpo sano e una mente viva. Stimolare sia l’aspetto fisico che quello cognitivo attraverso il gioco significa migliorare non solo il benessere generale, ma anche prevenire problemi comportamentali e fisici.

Perché il gioco è così importante

Nel comportamento felino selvatico, il gioco nei primi mesi di vita serve (e serve tuttora nei cuccioli) come addestramento: il cucciolo impara a cacciare, cacciare con precisione, a mimica di attacco, di inseguimento, di evasione. Anche nei gatti adulti domestici rimane presente un impulso predatorio che non trova naturalmente sfogo nella vita quotidiana casalinga. Dal punto di vista evolutivo, la mancanza di opportunità per inseguire, saltare o giocare può generare frustrazione. Studi recenti mostrano che il gioco è correlato a livelli superiori di welfare nei gatti. In particolare, una ricerca condotta dall’Università di Adelaide evidenzia che maggiore varietà e frequenza dei giochi quotidiani sono associate a punteggi più alti di qualità della vita del gatto. Anche il corpo ne trae beneficio: il gioco aiuta a mantenere tono muscolare, facilita il dispendio energetico, favorisce la coordinazione motoria, l’agilità. In gatti che tendono all’eccesso di peso o che vivono esclusivamente in ambienti chiusi, le sessioni di gioco diventano parte della strategia preventiva per obesità e problemi articolari. Uno studio italiano su gatti domestici ha mostrato che maggiore attività di gioco è collegata a ridotto rischio di sovrappeso.