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19 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 21:41
Un confronto duro, anzi una “lite furibonda“, il cui acme è stato una specie di aut aut uscito dalla bocca del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e diretto al capo dello Stato ucraino Volodymyr Zelensky: o cedi il Donbass o sarai distrutto. E’ quanto raccontano i giornali più autorevoli, dal Washington Post al Financial Times, nei retroscena del faccia a faccia alla Casa Bianca di venerdì. E il messaggio di Trump al presidente ucraino è sostanzialmente la traduzione delle richieste di Vladimir Putin, che il capo della Casa Bianca aveva sentito il giorno prima in una lunga telefonata. Una ricostruzione che una parte dell’Ue accoglie con una punta di scetticismo per non dire amarezza. In prima fila il premier polacco Donald Tusk, tra i leader più arcigni rispetto a un negoziato che non garantisca appieno Kiev: “Nessuno di noi dovrebbe fare pressione su Zelensky quando si tratta di concessioni territoriali – scrive Tusk su X – Dovremmo tutti fare pressione sulla Russia affinché cessi la sua aggressione. L’appeasement non è mai stato la strada per una pace giusta e duratura”.
Il presidente russo, al telefono con The Donald, aveva sostanzialmente ribadito che la condizione per far finire le ostilità in Ucraina è il pieno controllo del Donetsk, area strategica dell’Est contesa già dal 2014. L’insistenza del capo del Cremlino su questo punto, secondo le stesse fonti del Washington Post, indica che Mosca non intende arretrare rispetto alle richieste che hanno finora bloccato ogni trattativa, nonostante l’ottimismo espresso da Trump sulla possibilità di un accordo. Dall’inizio del conflitto, Mosca tenta (finora con poco successo) di consolidare il controllo del Donetsk, dove le forze ucraine sono radicate da anni in una regione considerata un baluardo contro l’avanzata russa verso la capitale.











