Il pieno che svuota le tasche? Esatto: il governo ha deciso di “riallineare” le accise sui carburanti (su sul diesel, giù sulla benzina) ma, come sempre, il diavolo sta nei dettagli, e i dettagli, in questo caso, sono i portafogli degli automobilisti.
Il Codacons ha fatto i conti: l’aumento di 1,5 centesimi sull’accisa del diesel, scattato il 15 maggio, si traduce in 0,915 euro in più a pieno. Con due pieni al mese, sono quasi 22 euro all’anno. Vabbé, ok. Non una cifra da capogiro, ma abbastanza per irritare chi già fa i salti mortali per arrivare a fine mese.
Una vera beffa
La beffa, però, non è solo per i 16,6 milioni di italiani che guidano un’auto a gasolio. La promessa, infatti, era che il riallineamento avrebbe portato un uguale e opposto beneficio per i 17 milioni di automobilisti con vetture a benzina: stessa cifra, 1,5 centesimi, ma in meno. Un do ut des fiscale, una parità virtuosa. E invece no. Il prezzo della benzina alla pompa non è sceso come avrebbe dovuto.
Nessun ribasso










