«Tranquilla, stiamo arrivando». L’operatore della centrale della questura di Varese è al telefono con una ragazza di 19 anni. È scossa con la voce rotta dal pianto. Si trova a bordo un bus cittadino con il suo ex fidanzato. Poco prima l’uomo di circa 40 anni l’avrebbe picchiata fuori dalla stazione. «Ai miei colleghi quando salgono sul pullman digli tutto. So già che ti ha aggredito», la rassicura ancora il poliziotto mentre in sottofondo si sentono le sirene di una volante. I poliziotti da lì a poco saliranno sul mezzo e bloccheranno l’uomo di 40 anni che viene arrestato in flagranza per atti persecutori. La giovane invece viene accompagnata in ospedale per essere visitata e curata per i traumi subiti.

L’intervento nasce da una segnalazione al numero di emergenza 112 di un amico della ragazza. È la diciannovenne a chiamarlo per raccontargli l’ennesimo episodio di violenza subito da parte dell’ex compagno che da tempo non si rassegnava alla fine della relazione.

L’operatore della sala radio riesce a contattare direttamente la diciannovenne. «È la polizia, se dai sola?», le chiede il poliziotto. La giovane risponde di no. Tra i due inizia un dialogo in cui l’agente cerca di capire su quale bus si trovi la ragazza e in quale direzione sta procedendo. In pochi minuti dalle informazioni della giovane il mezzo viene intercettato da una volante e mettono al sicuro la diciannovenne.