Hamas a Gaza, in Europa e adesso anche negli Stati Uniti: la procura federale presso la Corte distrettuale della Louisiana occidentale ha fatto arrestare il 33enne Mahmoud Amin Ya'qub al-Muhtadi, residente a Lafayette, accusandolo di aver dapprima partecipato al massacro del 7 ottobre del 2023 nel sud d’Israele, quindi di essere immigrato negli Stati Uniti con una procedura fraudolenta, ossia dichiarando il falso al momento di richiedere il visto. La Cbs ha ricostruito gli ultimi mesi di vita del presunto terrorista citando documenti in mano agli investigatori. Alle 10:01 del mattino del “sabato nero” di Israele, il telefono di al-Muhtadi è “agganciato” a una centralina nei pressi del kibbutz Kfar Aza, vicinissimo all’enclave palestinese. Quel giorno 250 tagliagole di Hamas devastano il kibbutz e penetrano in molte delle case e delle stanze di sicurezze macellando 62 persone di tutte le età e sequestrandone alcune decine. Le Forze armate israeliane (Idf) impiegheranno 48 ore per riportare la calma a Kfar Aza.

Al-Muhtadi – che è accusato di essere un membro non solo di Hamas, ma anche del braccio armato del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina nonché comandante dei terroristi delle Brigate di resistenza nazionale (Nrb) unitesi a Hamas nel giorno del pogrom – è stato anche intercettato in più conversazioni in cui impartiva ordini sullo spostamento di uomini e armi in Israele. Secondo i documenti del tribunale, l’oggi 33enne ha anche inviato messaggi chiedendo munizioni e un giubbotto antiproiettile per un altro terrorista.