La schiacciata di Egonu, la palla per terra, il punto della vittoria: per la prima volta Milano festeggia, Conegliano osserva. La Numia Vero Volley vince la Supercoppa Italiana superando la Prosecco Doc Imoco al tie-break: il 3-2 finale (18-25; 25-22; 25-20; 13-25; 15-12 i parziali) per la squadra di Lavarini potrebbe essere il punto di svolta nei rapporti di forza tra i due colossi della pallavolo femminile mondiale. Perché Conegliano, reduce da otto Supercoppe su nove edizioni, non perdeva una finale nel nostro Paese dal 2019, dando vita a una serie di successi decisamente frustrante per Milano, spesso costretta a osservare mentre le rivali festeggiavano: nelle precedenti 39 sfide, 34 erano state vinte dalle venete, lasciando alle milanesi le briciole. Dopo 18 titoli nazionali consecutivi lo strapotere delle Pantere inizia a scricchiolare: la Numia festeggia grazie a Egonu, miglior giocatrice della finale di Trieste (suoi 10 punti si 15 nei tie-break), il volley italiano vede cambiare le gerarchie.

La vittoria tanto attesa di Milano

Inevitabile prendere con le molle il risultato della Supercoppa, anche se i volti delle giocatrici a fine partita dimostrano che le sfide tra queste due squadre hanno sempre un significato più profondo. Siamo ancora a inizio stagione, l’onda lunga del Mondiale incide ancora sul rendimento delle atlete, soprattutto quelle di punta, la condizione è ancora in divenire. Eppure, la vittoria di Milano rappresenta la fine di un’era, quella del dominio di Conegliano. Perché vincere aiuta a vincere e nella terra del prosecco lo sanno benissimo, visto che il loro dominio si basa proprio sullo strapotere. Dalla prima partita della stagione l’obiettivo è lasciare poco o nulla alle avversarie, specialmente alle antagoniste per i titoli come Milano. Quando la palla pesa, Conegliano c’è e ci sarà sempre, ma la vera novità è che da oggi Egonu e compagne sanno come si fa a mettere fine a una dittatura. Ecco perché, nonostante i capitali investiti e il progetto tecnico eccellente di Milano, la vittoria del PalaRubini è clamorosa: da oggi la pallavolo italiana non è più la stessa degli ultimi anni.