Migliaia di alberi di ulivo della Cisgiordania sono stati tagliati alla base o avvelenati. Difficilissimo fare un conto preciso. Ma gli episodi contro questi alberi si moltiplicano, negli anni arrivano a centinaia e centinaia di raid, e difficilmente si può pensare che alla base di queste mosse non ci sia una strategia precisa di Israele o quantomeno dei suoi coloni: impoverire e affamare i palestinesi. E anche offenderli, visto che per l’Islam l’ulivo è un albero sacro, considerato il pilastro del mondo, e lo stesso Allah lo ha benedetto nel Corano (shajara mubaraka). È l’albero del povero, simbolo di resistenza e resilienza.
L’assedio dei coloni: in Cisgiordania gli uliveti palestinesi sono circondati dai soldati, vietato raccogliere le olive
TESTO DI FRANCESCA MANNOCCHI - FOTO DI GIANLUCA PANELLA
Circa il 45% dei terreni agricoli della Cisgiordania è occupato da 10 milioni di ulivi. La produzione potenziale annua è di 35mila tonnellate di olio. L’altro giorno, l’ultimo attacco documentato: i coloni israeliani hanno colpito con pietre lanciate i lavoratori arrivati nei loro terreni per raccogliere le olive a Deir Ammar, vicino a Ramallah. C’erano alcuni volontari per scortare i palestinesi impegnati al lavoro, ma dall’altro lato i soldati presenti in zona non hanno impedito l’attacco, secondo quanto riferito dai testimoni, e 4 palestinesi sono rimasti feriti.








