Centotrentasei anni alla mala del Laurentino 38. Quasi 50mila giorni da scontare in carcere per 19 membri dell’organizzazione criminale che ha trasformato quattro vie in una sola piazza di spaccio al servizio della Bestia, al secolo Rocco Ilaria. O almeno è questo che ritiene il pm dell’antimafia Carlo Villani, che nella scorsa udienza aveva chiesto condanne per oltre 200 anni di carcere. E oggi, il tribunale ha in parte confermato le richieste del pubblico ministero.

Roscio, Testa a dondolo e Skikki alla sbarra: chiesti 200 anni per i boss del Laurentino

di Andrea Ossino

“A Roma c’avemo una batteria che fa spavento ... Parte da Centocelle e arriva ad Ostia, siamo troppi, niente da invidiare a nessuno...Siamo tanti e tutti cattivi”. Feroci, sì. E a testimoniarlo ci sono le indagini del magistrato.

Villani ha messo nero su bianco tutto il modo d’agire della banda. Compresi i nomignoli, che sembrano usciti da una serie tv. Nati in strada, prendendo spunto dal colore dei capelli: “Il Roscio” o “Il Biondo”. O in base alla professione: “L’idraulico”, “L’avvocato” o “Il Tassinaro”. Qualcuno è stato ribattezzato senza troppo badare al body shaming: “Testa A Dondolo”, “Zampa”, “Recchia”. Nel lungo elenco stilato dagli investigatori c’è spazio anche per “Er Pippa”, “Skikki”, “Rota”, “Il Mito”. Gli appellativi sono tanti, almeno quanti gli indagati.