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Ultimo aggiornamento: 10:13
Come “un treno in corsa“. Nella lunga lista di elogi profusi in questi anni nei confronti di Jannik Sinner, questa metafora forse ancora mancava. L’autore è Novak Djokovic, che ha descritto così il gioco del numero 2 al mondo dopo essere stato preso a pallate nella semifinale del torneo-esibizione Six Kings Slam. Partite che contano quanto le amichevoli nel calcio, quindi poco a nulla. A 38 anni Djokovic si è presentato in Arabia Saudita giusto per intascare un gettone di presenza da 1,5 miliardi di dollari e certamente non ha lottato alla morte come suo solito. Ma, visto il suo carattere, il serbo avrebbe evitato volentieri di perdere 6-4, 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Invece, non è stato in grado di opporre resistenza a Sinner. Lo ha ammesso lui stesso.
“Sinner è come un treno in corsa, spacca la palla. Ho cercato di resistergli ma è stato troppo forte”, ha detto Djokovic dopo aver perso con l’azzurro. “Mi dispiace che oggi non abbiate potuto vedere una partita più lunga“, ha detto il serbo a fine match, scusandosi con i tifosi. “È colpa sua, non mia”, ha poi aggiunto con un sorriso, riferendosi a Sinner. “Ho provato a intimidirlo in quell’ultimo game sul punto dello 0-15, ma non ha funzionato. Sembrava un treno in corsa, mi ha preso a calci nel c…, scusate il termine. Jannik colpiva la palla da ogni angolo ed è stato semplicemente troppo forte“, ha ribadito Djokovic. Che però non ha intenzione di alzare bandiera bianca: “Amo questo sport, certo quando subisci una lezione come quella di oggi non è mai piacevole, ma sento di essere ancora in grado di giocare ad alto livello“, ha spiegato. “Ho il corpo che ho, sono felice di tutto quello che ho ottenuto, mi piacerebbe avere ancora un anno per provare a dar fastidio a Jannik e Carlos, continuerò a sfidarli“, ha assicurato Djokovic. Che ha concluso: “Complimenti a Sinner e in bocca al lupo per la finale”.







