Che cosa non dovrebbe mancare a scuola? Il 53% delle scuole primarie in Italia, la metà, non ha una mensa. I dati sono stati presentati questa mattina al Senato durante l’evento “Radici per il futuro - Nuove idee per la scuola del 2026” e sono il risultato dell’elaborazione sui dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica del Ministero dell’istruzione e del merito elaborata dalla piattaforma InClasse della Fondazione Articolo 49, in collaborazione con Leonardo Cefalo, dottorando dell’Università di Bari, Paolo Maranzano, docente dell’Università degli studi di Milano-Bicocca e ricercatore della Fondazione Eni Enrico Mattei e Sebastiano Poletti, studente di statistica di Milano-Bicocca. Nell’Anagrafe sono raccolti i dati di tutte le province italiane, escluse quelle di Trento e Bolzano.
Mense, il divario tra Nord e Sud Italia
A Ragusa solo il 3% degli istituti offre a studenti e studentesse l’opportunità di non tornare a casa e fermarsi a scuola, a Napoli e Catania 9 scuole su 10 non hanno questo servizio. Nell’anno scolastico 2024/2025 le province che in percentuale sul totale hanno più istituti dotati di refettorio sono Prato (90%), Firenze (87%) e Aosta (87%). La mensa nella fascia d’età 6-10 anni rappresenta con le palestre l’aspetto più rilevante dei servizi proposti sul territorio e il divario Nord-Sud è evidente: la quota di primarie con mensa nel Nord-Ovest è al 63%, al 53% nel Nord-Est, al 53% al Centro, al 29% al Sud e al 28% nelle Isole.






