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Ultimo aggiornamento: 18:53

“Gli italiani in realtà non versano più il 5 per mille. Dovremmo chiamarlo 4,3 per mille, visti i milioni che finiscono nelle casse dello Stato invece che in quelle delle associazioni. Bisognerebbe che questa presa in giro finisse, anche perché con quei soldi si realizzano progetti essenziali: noi di LAV, ad esempio, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio finanziamo un ambulatorio di veterinaria sociale per gli animali delle persone che vivono in condizioni di fragilità sociale”. È un commento amaro quello di Gianluca Felicetti, presidente della LAV, verso quella che non esita a definire “una truffa”.

Infatti, se da un lato gli italiani amano sempre di più il 5 per mille, perché sentono il mondo dell’associazionismo vicino, più della politica, dall’altro la legge sul 5xmille ha un problema, perché prevede un tetto massimo di denaro da destinare alle associazioni, che oggi però viene abbondantemente superato. Il che significa che la quota che eccede quel tetto, pari quest’anno a 79 milioni, viene data allo Stato e letteralmente tolta dalle tasche delle associazioni. Le quali, tra l’altro godono di aiuti pressoché nulli.