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Una vincita da sogno che fa inevitabilmente gola: ecco qual è una delle motivazioni che ha spinto Jannik Sinner (e i suoi colleghi) a partecipare al Six Kings Slam

Un calendario sempre più fitto, tornei che si allungano ma i sei "re" del tennis mondiale scelti per sfidarsi al Six Kings Slam saudita non si sono certo tirati indietro nonostante una stagione lunga e usurante che proporrà ancora numerosi altri tornei, le Atp Finals e la Coppa Davis. Il "motore" di tutto (o quasi), in questo caso, sono i soldi: il montepremi è da capogiro (sei milioni di dollari al vincitore, oltre 5 milioni di euro) ma per la sola presenza Sinner, Djokovic, Alcaraz, Tsitsipas, Zverev e Fritz hanno già intascato 1,5 milioni di dollari (1,29 milioni di euro).

Sicuramente, come ha già dichiarato Alcaraz, un torneo esibizione viene preso con più leggerezza dai partecipanti visto che non ci sono punti in palio nel ranking Atp, le forze fisiche e mentali sono messe meno a dura prova ma è pur vero che chi arriva fino in fondo gioca comunque due gare molto ravvicinate e i finalisti tre gare in quattro giorni. Con la sincerità che lo contraddistingue, dopo la netta vittoria contro il greco Tsitsipas, Jannik ha ammesso che il denaro riveste un ruolo molto importante. "Cosa mi motiva quando entro in campo qui? La passione, affronti avversari difficili e ti misuri con i migliori giocatori del mondo. Mentirei se dicessi che non c’è anche una motivazione legata ai soldi. Tutti sappiamo cosa c’è in palio, e questo è quanto".