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16 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:37

All’indomani dell’accordo tra Israele ed Hamas, a Napoli è circolato molto sugli smartphone un meme con la foto di Donald Trump e la scritta: “Sono pronto a portare la pace tra Borrelli e Rita De Crescenzo”. Una battuta fulminante, più efficace di mille articoli per descrivere il livello di scontro in atto da tempo tra il deputato Avs Francesco Borrelli e la tiktoker napoletana. I due hanno in comune solo l’uso dei social come strumento di comunicazione e autopromozione della loro esposizione mediatica. Per il resto, non potrebbero essere più diversi, loro e i messaggi che filtrano. Il primo perennemente a caccia di casi di subcultura camorristica da svergognare pubblicamente in diretta col cellulare. La seconda, assurta agli onori delle cronache nazionali per il famoso caso di Roccaraso. Come è noto i due hanno litigato spesso. Con toni molto aspri. Fino agli insulti e peggio. Di lei. A lui.

E’ fresca la notizia che una querela di Borrelli è andata a segno: per De Crescenzo è stato chiesto il rinvio a giudizio per diffamazione e minacce continuate in concorso con suo figlio Rosario Bianco. Madre e figlio, con i loro contenuti pubblicati sui social, secondo l’accusa hanno scatenato un clima d’odio nei confronti del parlamentare al punto, sostiene ancora la denuncia, da appellarsi pubblicamente alla camorra di eliminarlo. Breve florilegio delle attenzioni della tiktoker a Borrelli: “Ti distruggo“, “Sei un corrotto, un burattino”, “Ve ne dovete andare da Napoli”, “chi ti dice bravo deve rimanere paralizzato“, “Sei un imbroglione, un camorrista”. C’è anche questo nel capo di imputazione. Prima udienza il 3.2.2026. La predibattimentale, dedicata alla costituzione delle parti e, come prassi, all’ultimo tentativo di trovare un accordo. Quanto meno improbabile, visto il contesto.