Caricamento player
Martedì Stellantis ha annunciato che nei prossimi quattro anni investirà 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti, con l’obiettivo di assumere 5mila lavoratori e di potenziare la produzione e gli impianti. Stellantis è l’azienda automobilistica creata nel 2021 dalla fusione tra PSA (ex Peugeot Citroen) e FCA, che a sua volta nacque dall’unione della statunitense Chrysler e dell’italiana Fiat.
L’azienda è in crisi da tempo, soprattutto in Italia, dove l’annuncio probabilmente verrà accolto male da sindacati e da una parte della politica, perché nonostante i profondi legami con il territorio e l’indotto l’azienda sta disinvestendo da anni, delocalizzando, fermando gli impianti, mettendo in cassa integrazione i dipendenti, e in definitiva sfruttando le risorse pubbliche per finanziare una crisi a cui non sembra aver intenzione di dare una soluzione. Tutto questo mentre promette ai governi di rilanciare gli stabilimenti e il mercato, promesse costantemente disattese.
I toni entusiasti dell’annuncio sono stati condivisi dalle testate del gruppo GEDI, come Repubblica e La Stampa, di proprietà della famiglia Elkann che possiede anche una cospicua quota in Stellantis. Il leader di Azione Carlo Calenda, che da ex ministro dello Sviluppo economico interviene spesso sull’argomento, ha già scritto su X incalzando il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.











