Esattamente un anno fa, il 16 ottobre 2024, moriva a Buenos Aires Liam Payne. I due accusati di aver fornito cocaina all’ex star degli One Direction rimangono in carcere mentre la lunga e complicata indagine argentina si trascina, senza un processo in vista.

Le autorità stanno ancora esaminando 800 ore di filmati di telecamere di sicurezza, il computer di Payne e i cellulari di diverse persone collegate al caso. Il telefono di un imputato, presumibilmente utilizzato per inviare messaggi a Payne prima della sua morte, non è stato esaminato fino a marzo scorso, nonostante fosse stato confiscato il novembre precedente. Una fonte legale ha rivelato al The Sun: “Va tutto a rilento. La probabilità di un processo sembra lontana, e c’è una vera frustrazione per quanto tempo ci stia mettendo a completare l’esame delle prove”.

L’artista britannico 31enne è morto dopo essere precipitato da un balcone al terzo piano dell’Hotel Casa Sur Palermo, poco dopo le 17 ora locale. I soccorritori sono accorsi sul posto, ma Liam è stato dichiarato morto in hotel. Un’autopsia ha successivamente stabilito la causa del decesso come “politrauma”, indicando lesioni traumatiche multiple al corpo.

Payne si trovava in vacanza in Argentina con la sua ragazza, Kate Cassidy, 26 anni, e la coppia aveva assistito all’esibizione di Niall Horan a Buenos Aires prima di decidere di allungare la permanenza in città. Kate però era tornata negli Stati Uniti tre giorni prima della sua morte. Payne aveva deciso di prolungare la sua visita da solo.