Il direttore creativo di Sucker Punch Productions sarà protagonista venerdì 17 ottobre alle 12:45 alla View Conference alle OGR di Torino, sala Fucine. Dopo il successo di Ghost of Tsushima, Fox torna a raccontare il Giappone feudale con Ghost of Yotei, ambientato nella selvaggia Hokkaido del 1603: un open world in cui il paesaggio diventa linguaggio narrativo e la contemplazione si alterna all’azione.
Hokkaido, 1603. All'epoca quella terra si chiamava Ezo ed era il confine dell'impero giapponese: selvaggia, senza legge, pericolosa. Ma anche maestosa nella sua bellezza naturale. È qui che Nate Fox, direttore creativo di Sucker Punch Productions, ha scelto di ambientare Ghost of Yotei, il seguito spirituale di Ghost of Tsushima che sta raccogliendo consensi unanimi dalla critica internazionale.
“Abbiamo deciso di ambientare il gioco a Hokkaido per la varietà e l'incredibile maestosità dei suoi paesaggi”, spiega Fox. “Questa combinazione di bellezza e pericolo ci ha colpiti subito, era il posto perfetto per ambientare un open world”.
In Ghost of Yotei, la relazione tra uomo e paesaggio non è un semplice contesto estetico ma diventa un vero linguaggio narrativo, un modo per raccontare l'interiorità della protagonista, Atsu. Il gioco intreccia storia, mitologia e riferimenti cinematografici, creando un immaginario stratificato che dialoga tanto con la tradizione nipponica quanto con quella occidentale.






