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Ultimo aggiornamento: 9:52
Una revisione che va a trasformare un sistema in vigore da decenni e che stravolge le regole per la concessione dello status di rifugiato da parte degli Stati Uniti. Donald Trump vuole mettere mano al programma, riducendolo i fondi ai minimi termini e dando priorità a persone di lingua inglese, sudafricani bianchi ed europei contrari all’immigrazione. A rivelarlo è il New York Times, che ha ottenuto una serie di documenti a testimonianza della “riforma”. Le proposte, alcune delle quali sono già entrate in vigore, trasformerebbero un programma esistente da decenni, concepito per aiutare le persone più disperate del mondo, in uno che rispecchia la visione di Trump sull’immigrazione: aiutare principalmente persone bianche che affermano di essere perseguitate, escludendo al contempo la grande maggioranza degli altri. I piani sono stati presentati alla Casa Bianca ad aprile e a luglio da funzionari dei Dipartimenti di Stato e della Sicurezza interna, dopo che il presidente aveva incaricato le agenzie federali di valutare se il reinsediamento dei rifugiati fosse nell’interesse degli Stati Uniti.
Trump aveva sospeso l’ammissione dei rifugiati nel suo primo giorno in carica e aveva richiesto proposte su come e se l’amministrazione dovesse proseguire il programma. Secondo persone informate sui piani, i funzionari dell’amministrazione Trump non hanno escluso nessuna delle idee, anche se non esiste ancora un calendario stabilito per approvarle o respingerle. Le modifiche proposte porrebbero nuova enfasi sulla capacità dei candidati di assimilarsi negli Stati Uniti, indirizzandoli a frequentare corsi su “storia e valori americani” e “rispetto delle norme culturali”. Le proposte consigliano inoltre a Trump di dare priorità agli europei che sono stati “presi di mira per l’espressione pacifica di opinioni online, come l’opposizione alla migrazione di massa o il sostegno a partiti politici ‘populisti'”.







