Si tratta di uno dei primi esempi di «reverse geocloning» nel sistema fieristico italiano: se infatti la tendenza degli ultimi anni è stata quella di portare all’estero i format fieristici più affermati in Italia, questa volta Italian Exhibition Group (fiere di Rimini e Vicenza) ha fatto il percorso inverso e porterà a Rimini una nuova manifestazione dedicata alla Space Economy, sul modello dell’evento che da tre anni la società organizza in Brasile.
Impatto su tutti i settori
Bex - Beyond Exploration, che si svolgerà per la prima volta dal 23 al 26 settembre del prossimo anno, ha l’ambizione di diventare «un punto di riferimento non soltanto per il settore dell’aerospazio in senso stretto, ma anche per tutti quei settori industriali che sempre di più sono e saranno influenzati dalle applicazioni delle tecnologie sviluppate in campo aerospaziale», spiega il ceo di IEG, Corrado Peraboni. Dall’agricoltura all’automotive, dalla medicina alle infrastrutture, sempre più spesso le scoperte scientifiche della Space Economy trovano mercato in altri ambiti: si pensi ai sensori biometrici o alla telemedicina, nati inizialmente per monitorare lo stato di salute e curare gli astronauti, a prodotti ormai diffusi come il «memory foam», nato negli anni ’60 su commissione della Nasa per migliorare il comfort e la sicurezza all’interno dei razzi, o come le fotocamere miniaturizzate, il wifi e i sistemi di geolocalizzazione. «Ci sono già moltissimi esempi e cresceranno in maniera esponenziale nei prossimi anni», aggiunge Peraboni.






