Due mani che si stringono, quella di un giovane e quella di un anziano. Tre parole di titolo: “Veneto una comunità”. E poi tutto quello che Alberto Stefani intende fare da presidente della Regione del Veneto. Un programma che il candidato governatore del centrodestra ha cominciato a scrivere lo scorso marzo, con le prime gazebate per incontrare i cittadini, le riunioni con le categorie, il raduno degli amministratori locali. «Ogni volta prendevo appunti, alla fine ho scritto a penna un programma di 100 pagine. Una volta sistemate e stampate, sono diventate il doppio», racconta il deputato e segretario regionale della Lega-Liga veneta, tutte cariche da cui dovrà dimettersi se sarà scelto dagli elettori a succedere a Luca Zaia. Stasera, al Gran Teatro Geox a Padova, ci sarà l’apertura della sua campagna elettorale - evento possibile anche se è lutto regionale per la tragedia di Castel D’Azzano, è però richiesta “sobrietà” -, sul palco ci saranno Matteo Salvini e Luca Zaia. Un appuntamento ad uso e consumo leghista, basti pensare che il coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, ha riunito i suoi in videocall per dire di stare tranquillamente a casa: l’apertura della campagna elettorale di coalizione sarà fatta dopo la presentazione delle liste.