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Ultimo aggiornamento: 20:08
Prima un animato animato diverbio faccia a faccia, poi le dichiarazioni alla stampa e, infine, l’annuncio di querela. Finirà in tribunale lo scontro tra il senatore Carlo Calenda e l’amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, iniziato nel pomeriggio di martedì a margine del Forum di Coldiretti con parole grosse in un botta e risposta sui costi dell’energia.
“Con Enel distribuzione non solo fa il 42% di utile che è superiore a Hermes ma si prende pure il bonus…”, ha detto Calenda intervenendo al forum. Pochi minuti dopo è arrivato Cattaneo e, proprio nel cortile di palazzo Rospigliosi, i due incontrandosi hanno avuto un acceso diverbio. È lo stesso segretario di Azione, interpellato dai giornalisti, a confermare il momento di tensione: “Sa Cattaneo lo pungi sul vivo facilmente. Siccome il ragazzo è un po‘ cafone – ha detto Calenda – gli ho dovuto ricordare che lui può fare questa operazione, ma almeno deve stare zitto, perché sono soldi degli italiani che vengono presi senza nessun rischio aziendale. Cattaneo – ha continuato il senatore – io lo conosco da quando stava per fare zompare per aria Tim. È sempre una questione di chi è il padrone per noi. Poi il suo lavoro di manager lo sa fare, il problema è quando sono i cittadini a pagare”, ha concluso Calenda. Secca la replica dell’amministratore delegato di Enel: “Io ho da lavorare purtroppo, ognuno ha da fare il suo. Vai a lavorare, lazzarone!“.







